Il primo di Aprile e il Festival di Holi

Perché si usa il pesce come simbolo del primo d’aprile?

Semplice, perché i pesci abboccano facilmente all’amo, un po’ come gli sciocchi abboccano facilmente agli scherzi!

 

Le origini del pesce d’aprile:

 

Le origini di questa festa risalgono al XVI secolo in Francia, quando il capodanno veniva ancora festeggiato tra il 25 marzo e il 1 aprile facendosi doni (durante il solstizio di primavera).

Per volontà di Papa Gregorio XIII la festività viene spostata al primo gennaio, ma alcuni non accettarono questo cambiamento e continuarono a festeggiare l’inizio dell’anno ad Aprile.

Questi pochi “sciocchi”, o almeno considerati tali da chi invece accettava la novità, venivano presi in giro in un modo davvero originale: si regalavano dei pesci d’aprile, ovvero pacchi regalo ben decorati con all’interno un pesce di carta.

 

Oggi:

 

Oramai spopolata anche sul web, creando una vera e propria corsa a chi riesce a realizzare lo scherzo più spettacolare, il primo di Aprile porta con se uno spirito goliardico che coinvolge tutti, dai bambini agli adulti.

Memorabile e da primato, l’april fool di Amazon ovvero il dash button (un vero e proprio pulsante da poter applicare alla dispensa o agli elettrodomestici  di casa che vi permette di riacquistare i prodotti deperibili una volta finiti con un click) che fu lanciato in occasione di questa festa proprio come scherzo rivolto ai clienti e reso poi realtà per la gioia di tutti.

 

Come si festeggia il pesce di aprile nel mondo:

 

 

Oggi, in Francia l’usanza si chiama “Poisson d’Avril” e in questa occasione i bambini si divertono ad attaccare sulle spalle dei propri amici una sagoma a forma di pesce, un po’ come qui in Italia.

In Inghilterra il primo di Aprile è un giorno in cui si cerca di ingannare gli amici per farli comportare da sciocchi. I tipi di scherzi sono i più variegati e si passa dal “hai la cerniera giù” a elaborati scherzi che possono vedere la collaborazione di un intero team. Il termine ultimo per fare scherzi è mezzogiorno, dopo il quale, se si prosegue, lo scherzo “rimbalza” su chi lo ha fatto per primo, facendolo automaticamente diventare il Fool del giorno.

 

Negli Stati Uniti gli scherzi più comuni sono: ricoprire le auto degli amici con i post-it e divertirsi a vederli cercare l’auto disperatamente, portare a cena ciambelle farcite con maionese (da non provare) e riempire l’ufficio di palloncini colorati o trovare metodi ingegnosi per mascherare la propria zona di lavoro, facendola diventare un suntuoso castello, ad esempio.

 

La festa Holi, la festa indù del colore:

 

 

In India, poco prima del primo di Aprile , troviamo una festività diversa da tutte le altre ed è la festa di Holi, il bene che vince sul male, questo termine significa letteralmente “brucia”, deriva infatti a un antico rituale induista durante il quale, in corrispondenza della luna piena, veniva fatto un falò per bruciare simbolicamente il male (la notte precedente al festival vengono fatti innumerevoli falò).

Si festeggia anche l’amore tra Krishna (reincarnazione del dio Visnu) e Radha.

Perchè si usano le polveri colorate?

Sembra che Krishna avesse la pelle blu per una maledizione ricevuta in fasce da un demone e per paura che questo potesse far fuggire Radha le colorò la pelle del volto con delle polveri così che potessero finalmente stare insieme. Da qui l’usanza il primo di Aprile di colorare la faccia all’amato come dichiarazione d’amore. Durante la festa danze, processioni e polveri colorate rendono tutto spensierato e vivace.

Un’usanza tipica legata a questa festa è portare a casa di amici e parenti la polvere colorata e in cambio i padroni di casa offrono il Shakkar Pare, un dolcetto tipico glassato allo sciroppo di zucchero.

 

Ecco come preparare il Shakkar Pare a casa:

 

Ingredienti:

Impasto – 250g di farina 00 e 60gr di burro chiarificato (aggiungere se necessario poca acqua).

Glassa – 250g di zucchero semolato – 80 ml d’acqua

Ricetta:

Dopo averlo chiarificato, mescolare il burro con la farina a mano oppure in planetaria fino ad ottenere una consistenza sabbiosa (se troppo secco aggiungere acqua). Lasciare riposare per 30 minuti coprendo con un panno o con della pellicola alimentare.

Dividere l’impasto in due parti uguali e stendere fino ad ottenere una sfoglia di circa mezzo centimetro. Tagliarla con un tagliapasta (quello da ravioli) e immergere i quadratini d’impasto in olio di semi bollente fino a che non sono ben dorati.

Quindi preparare la glassa : versare l’acqua in un pentolino antiaderente a fuoco medio e aggiungere lo zucchero mescolando finchè non si scioglie completamente. Probabilmente non avrete un termometro per uso alimentare quindi per capire se lo sciroppo è pronto basterà vedergli assumere una consistenza collosa. Finalmente è arrivato il momento di riversare i quadratini nello sciroppo poco alla volta e farli riposare ben separati su un vassoio per far si che non si incollino tra loro. Se lo sciroppo risulta troppo denso/asciutto riscaldare nuovamente.


Perchè anche le bevande hanno la loro tradizione, durante questa festa è possibile trovare il bhang e il thandai, entrambi a base di cannabis (marijuana). Viene usata questa sostanza psicoattiva proprio per far sì che anche i partecipanti più seri e ingessati si lascino andare all’ilarità e ai festeggiamenti.

Per realizzare una variante legale del thandai è “sufficiente” miscelare: latte, zucchero, mandorle tritate, semi di melone, finocchio, cardamomo, pepe, zafferano e petali di rosa.

 

 

Trovi qui di seguito vari prodotti da poter usare per il tuo thandai:

 

 

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