Benvenuto 2020 – Ecco come si festeggia il Capodanno nel mondo

Ci siamo quasi: tra meno di una settimana saluteremo il 2019 e accoglieremo, con grandi speranze e buoni propositi, l’anno che viene. Siamo infatti da sempre abituati ad attendere la mezzanotte del primo giorno di gennaio per dare inizio ai festeggiamenti: amici o familiari sorridenti, un buon bicchiere di vino, fuochi d’artificio e piazze piene zeppe di gente per invitare l’anno nuovo a essere benevolo con noi.

Ma lo sapevate che non è sempre stato l’1 gennaio? 

Proprio così: è “solo” dal 46 a.C., con l’introduzione del calendario giuliano, che l’1 gennaio viene considerato il primo giorno dell’anno: prima, infatti, l’anno nuovo iniziava solo il primo giorno di marzo.

L’usanza di festeggiare l’anno nuovo, poi, è da far risalire alla festa pagana in onore del dio romano Giano, da cui peraltro arriva il nome del mese “Gennaio”, celebrata subito dopo i Saturnali, in onore del dio Saturno, che invece chiudevano l’anno.

Questa novità, introdotta da Giulio Cesare per ragioni politiche, è poi diventata sempre più comune, tanto che adesso quasi tutto il mondo festeggia insieme a noi nello stesso momento. Inizialmente, però, ogni Paese europeo aveva mantenuto per qualche tempo le proprie tradizioni: Inghilterra, Irlanda, Pisa e Firenze celebravano il 25 marzo, la Spagna il 25 dicembre, mentre Puglia, Calabria e Sardegna il primo settembre. Tutte queste discrepanze vennero poi fatte coincidere a partire dal 1691 quando papa Innocenzo XII decise di fissare per tutti l’inizio dell’anno il primo gennaio.

Qual è il primo paese che festeggia il capodanno? 

Geograficamente, i primi a festeggiare l’arrivo del nuovo anno sono gli abitanti dell’isola di Samoa e di Kiribati, in Oceania, tra i mari del Pacifico. Dalla mezzanotte di questa zona del mondo partono, per ventiquattro ore, festeggiamenti in tutto il mondo, ogni Paese con le proprie tradizioni e usanze, anche se non è inusuale trovare ricorrenze simili in posti diversi e agli antipodi del mondo.

Tradizioni di capodanno nel mondo 

Esistono numeri e colori portafortuna: in Spagna e in tanti paesi del Centro America, il numero magico è il 12 ed è tradizione mangiare dodici acini d’uva o far rintoccare le campane dodici volte nei secondi che precedono la mezzanotte; in Giappone le campane dei templi buddisti suonano 108 volte per eliminare tutti e 108 gli stati mentali che portano le persone ad assumere cattivi comportamenti; in Italia, lo saprete, si indossa l’intimo rosso; in Centro America il colore fortunato è il giallo; in Brasile, poi, ci si veste totalmente di bianco. A Sydney è tradizione fare un picnic davanti all’Opera House; anche a Cape Town, famiglie e amici si riuniscono in simpatiche cene all’aperto. Se invece siete gente romantica,Singapore è il posto che fa per voi: è usanza infatti scrivere il proprio desiderio e inserirlo all’interno di una sfera bianca che verrà poi fatta galleggiare sull’acqua insieme a altre migliaia. In alcune parti, invece, il capodanno è veramente sportivo: a Barcellona, dal 1996, si usa fare un bagno nelle gelide acque marine d’inverno; a San Paulo si corre la maratona; in Messico, Colombia e , infine, le persone invece corrono con una valigia vuota, buon auspicio per un anno denso di viaggi e avventure. Vale la pena, dunque, viaggiare anche in questa occasione: non smetteremo mai di rimanere stupidi di quanta diversità è possibile trovare e, magari, una di queste tradizioni potrebbe diventare anche la nostra nuova usanza.

Che decidiate di rispettare una di queste strane tradizioni o, invece, facciate il classico cenone con gli amici, Land Ocean vi augura un anno sereno e di soddisfazione, vicino ai vostri affetti più cari!